uva-sciacchetra

Sciac e trai (“schiaccia” e “lascia lì”) è forse l’origine del nome particolare di questo famoso vino da meditazione.

Alcuni cercano l’etimologia del nome in Shekar, parola armena che indica il vino offerto a Dio, altri propendono per Sakkar, saccarosio.

Telemaco Signorini, famoso pittore di fine Ottocento scrive: “vengono stese al sole le migliori uve per ottenere il rinforzato o Sciaccatrà, che così è chiamato un vino forte quanto il marsala, squisitissimo, un vero liquore da beversi in piccoli bicchieri, color dell’oro più brillante”.

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